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Due nuove mostre monografiche su ENNIO FINZI


ENNIO FINZI, ALTERNANDO LO SGUARDO
OPERE 1955-2016



a cura di Michele Beraldo e Dino Marangon

Fondazione Ambrogio, Mareno di Piave (TV)

11 dicembre 2016 - 29 gennaio 2017



ORARI DI APERTURA:

Venerdi dalle 15.00 alle 18.00

Sabato e Domenica dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30



Visite didattiche gratuite.

Info e prenotazioni presso Biblioteca 0438-308747, Segreteria 0438-498811 o mail info@fondazioneambrogio.it o www.fondazioneambrogio.it



ENNIO FINZI. CONTRA-DIZIONI

Opere dal 1950 al 2016


A cura di Michele Beraldo



Palazzo Bottagisio, Villafranca di Verona

17 dicembre 2016 – 15 gennaio 2017



Inaugurazione: sabato 17 dicembre, ore 17.30

Aperture

Dicembre: dal 17 al 24 e 30-31;

Gennaio: dal 6 all’8 e dal 13 al 15.

Orario: dalle 10.00 alle 18.00 con esclusione del 24 e del 31 che sarà dalle 10.00 alle 12.00.



Comunicato stampa



Dopo l’ultima esposizione antologica, promossa dalla Regione del Veneto a Villa Contarini nel 2010, Palazzo Bottagisio diventa sede di un prestigioso evento che rende omaggio attraverso 40 opere dal 1950 al 2016, ad uno dei più importanti astrattisti italiani.



La ricerca di Finzi (Venezia, 1931) si è tutta spesa tra colore e musica.  “Il colore”, ha affermato lo stesso Finzi, “è quel suono che rincorro affannosamente … è la ragione prima del mio fare, l'ebbrezza, la follia, la catarsi. Il colore è il mio verbo, la ragione prima e forse unica di ogni possibile significato dell'essere: esso risponde in nome dell'oscurità della luce, al tutto del nulla.”

Finzi ha da sempre considerato il colore prescindendo da ogni riferimento esteriore o naturalistico, al di fuori da ogni costrizione scientifica o da qualsiasi allusività simbolica.

Nei primissimi anni Cinquanta, appropriatosi della logica atonale della musica di Arnold Schoenberg e superata ogni dominanza armonica o accordale, il colore verrà proponendosi come momento di particolare emergenza pulsionale del segno-gesto.

Nascono così le prime "invenzioni" in cui il ritmo, il colore, la luce, il timbro, assumono il ruolo di elementi portanti e diverranno una costante basilare di tutta la sua ricerca. Notevole influenza in quegli anni viene esercitata su Finzi da Virgilio Guidi per la forza ideologica del pensiero creativo e da Emilio Vedova per l'impeto del gesto che aggredisce la superficie.

Sul finire degli anni '50, segnati dalle sconvolgenti intuizioni di Lucio Fontana, che Finzi conosce a Milano in occasione di una sua mostra alla galleria Apollinaire, la turbolenza gestuale e l'urgenza espressiva si placano e subentra una dimensione più riflessiva nella direzione di un superamento della pittura stessa, con l'avvicinamento alle teorie gestaltiche sulla fenomenologia della percezione. I principi dell’Optical art informano le sue ricerche sulla suggestione ottica fino al 1978.

Nel 1980 la pittura riconquista lo spazio dominante con un successivo alternarsi di colore e non colore, di luce ed oscurità che si contendono la superficie dell'opera. Il nero viene posto come la luce del buio, del vuoto, del silenzio e lo conduce a sondare le risonanze più segrete dell'inesistente sull'invisibilità della pittura stessa. Nella continua dialettica che contraddistingue il principio della ricerca, Finzi procede per stadi successivi di evoluzione caratterizzati da espansioni di sontuosità cromatiche e da improvvisi azzeramenti di ogni luminosità in cui concentra allo stato potenziale ogni emissione energetica.



La mostra, curata da Michele Beraldo in collaborazione con la Galleria E3 Arte Contemporanea di Brescia e il Comune di Villafranca, sarà corredata da un catalogo con 50 riproduzioni a colori e apparati biobibliografici.